13 Luglio 2021

Parco della contessa

 

Il grande parco nasce come bene privato annesso al Castello Dentice di Frasso, tra il 1906 e il 1930. La contessa Elisabetta Schlippenbach e suo marito, il conte Alfredo Dentice di Frasso, desiderano impreziosire la propria dimora con un parco per il proprio svago, per la ricreazione degli ospiti, per passeggiate a cavallo o in carrozza; il progetto viene elaborato dal botanico leccese Francesco Ingrosso.

L’idea progettuale è chiara e risponde ai desideri dei committenti: un parco disegnato alla maniera ‘italiana’, che rievochi, in piccola scala, i giochi di simmetria e di proporzione propri delle sontuose dimore europee di Versailles, Caserta, Schönbrunn; strutturato come parte integrante del castello, per il tramite di percorsi pedonali distribuiti secondo un disegno tuttora leggibile dall’alto.

Nella zona a monte viene organizzato un orto botanico sperimentale, in cui si eseguono ricerche su piante ornamentali ad alto e a basso fusto e su alberi da frutto autoctoni; ottimi risultati produttivi si raggiungono nella coltivazione del carciofo romano e di una particolare varietà di ciliegia.

La dimora storica e il suo parco sono frequentati da personaggi illustri, come Guglielmo Marconi, spesso ospite dei Dentice di Frasso, al quale la contessa Elisabetta intitolerà il viale principale.

Il Parco sorge su un terreno caratterizzato dalla diffusa presenza di macchia mediterranea e ulivi secolari, elementi tuttora superstiti. Pensato come appendice del maniero, il progetto sfrutta il naturale pendio orografico, per creare spettacolari prospettive panoramiche.

In origine (1920 circa), un lungo asse centrale perpendicolare al castello divide in due parti simmetriche di forma trapezoidale irregolare tutto l’apprezzamento interessato dall’intervento. Altri percorsi secondari si dispongono perpendicolarmente al primo, distinguendosi gerarchicamente per minore ampiezza di sezione.